<<Seicento
uova per indigenti bocche, una parte di un numero infinito … casa fatta di
legni trentennali, fango, bianca vernice e dignità da vendere … uomini e donne
disturbate nell’animo e nel corpo … piccolo frigo con dentro il giusto …
barattoli di viti e chiodi … foulard su capelli di donne mai dome … credenze di
legno non antico ma di una saggia povertà … bicchieri di colorata plastica per
bimbi assetati … scatole colme del “mai niente si butta” … un tempo container,
ora cappella tutt’altro che sfarzosa, dove chiedere consiglio e perdono … stracci
da lavare, tanti, ma mai sufficienti … verdura e frutta, mai abbondante ma
buona … strazianti ferite guarite da mani mai sole … silenzio nei momenti che
chiamano la quiete … passi decisi di missionarie che danno del tu alla paura … il
cancello che vigila sul pericolo, figlio della più bassa povertà … sguardi di
attesa e speranza sempre ricambiata. >>
Questo è il mondo che vivo, ogni
qualvolta, voi, mie care amiche, mi permettete di farne parte.
raoul