Avevi un bel sorriso, amavi adornare i capelli sempre con lo
stesso fiore, eri la prima ad arrivare agli autobus in partenza, per vendere il
tuo sacchetto di uova, sempre di corsa, sempre un metro in più del giorno
precedente, per vedere più cose possibili, sussurravi. Sgranavi gli occhi
affinché alcun dettaglio non ti rimanesse sconosciuto, cercavi pagine da
leggere, le più svariate, quelle abbandonate, come te, vocaboli da ripetere di
una lingua che non conoscevi, giocavi con la fantasia, tua fedele compagna,
immaginavate luoghi lontani, diversi, posti che non facessero male. Quante attese,
interminabili silenzi, sogni che a stento riuscivi a fare tuoi, e solamente per
qualche attimo, troppo belli per poterli custodire, alcun nascondiglio sarebbe
stato sicuro, un cenno non consueto, e il mondo che ti circondava avrebbe
capito che tu non avevi paura di lui, non più. Hai sempre amato questa bugiarda
vita, hai sempre tolto un po’ a te stessa affinché chi ti fosse vicino godesse
del tuo sorriso, la sola cosa che sapevi di possedere.
Ancora uno sguardo, inutile ma dovuto, un vetro sporco, un motore sofferente, un pianto soffocato, un sacchetto blu di uova che sapevo non essere il
tuo, non più.
raoul
raoul