Ho un dubbio, a un bimbo fatto di stracci cosa si può
raccontare del mondo che non fa parte del suo misero quotidiano, quel mondo
tanto rispettato e luccicante, e non sporco, inadeguato, e miserabile come il
suo.
Di quel mondo che non conosce, che a mal appena intravede grazie alle
pubblicità sui cartelloni, perché per quelli il denaro si trova sempre, per sconfiggere
la più grande malattia creata dall’uomo che miete vittime ogni istante, la povertà,
ebbene per quella si è deciso da sempre di non curarcene.
Perciò cosa dovrei
raccontarti piccolo bimbo fatto di stracci, che in quel mondo che non conosci
ci si a fa pezzi ogni santissimo giorno, brandelli di vita che scompaiono senza
lasciar traccia in alcuna memoria, che non passa istante in cui l’odio e la
superbia non dimostrino il meglio di loro stesse, un elenco infinito di
violenze, così assordante da divenire consuetudine, una normale routine di
sottotitoli neppure virgolettati.
Quindi, se ti capita e hai qualche sporca moneta da spendere,
ma sì, guardati una partita, di quel calcio tanto mitizzato, quelle sì che
fanno parte di quel vivere a te sconosciuto, e non ti preoccupare perché anche
se cascasse quel fottutissimo paradiso terrestre, troverebbero chi le giocherebbe
e stai pur certo che te le trasmetterebbero, d’altronde un posto per una
parabola e un decoder vanno a ruba più di una medicina e un po’ di coscienza.
Buona notte mio piccolo straccione ...
... il tuo ingenuo scribacchino