le mie..

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Sunday, December 2, 2012

numeri, fantasia, e tanti se



Dovrei essere abituato, vaccinato, la cosa non dovrebbe catturare il mio pensiero, perlomeno non per troppo tempo ...

<< 42 gradi che ti seguono instancabilmente, un’umidità che ti ricorda che sei fatto di acqua e ossa, la sigaretta da tre centesimi di euro che quasi si accende da sola, una gengiva dolorante, e la mente opportunamente disordinata, cos’altro desiderare? Guardo i sandali consumati portare a spasso quelle estremità che a chiamarle piedi dovrei mettermi in fila dove distribuiscono gratuitamente la cosa più importante che si possa sognare da queste parti, la Fantasia.

Dimenticavo, nulla è gratis.

Continuo, giro l’angolo di un sentiero mal tracciato e mi imbatto in un cartello blu e bianco, uno dei tanti, se avessi impresso nella mia memoria tutti gli spazi pubblicitari, perché è così che amo definire la segnaletica delle varie agenzie delle Puttane, Nazioni Unite, e se per ognuna ci fosse stata una moneta, potrei tranquillamente rivestire questa strada di merda che sta colorando le mie fottute dieci dita.

Dicevo, quanti cartellini, “donato da … a favore di”, scuole, che se tu, che mi leggi andassi a controllare quanto sono costate, potresti pensare che in questo posto dimenticato dall’uomo medio/mediocre, il risultato è pari al castello di Versailles. Invece sono due edifici di ben poco cemento, un po’ di lamiera e tanta fantasia, già perché loro di quest’ultima ne possiedono molta, altrimenti come farebbero ad aiutare il mondo intero corrompendolo con un 99 per cento di falsità misto a quel misero 1 di verità reclamizzata fatta di numerini.

Sorrido pensando che in quei pollai 5x2 definiti aule, settanta bimbi fatti di stracci dovrebbero imparare un qualcosa ben lontano dalla tanto decantata istruzione.

Noto un ruscello di acqua sporca, decido di scoprire se il numero delle mie dita è sempre pari a dieci, immergo i piedi, e il sollievo che provavo si trasforma immediatamente in imbarazzo, poco distante una madre sta raccogliendo l’acqua non più tale, chiedo scusa, lei mi sorride, ed io volgo lo sguardo a monte, un uomo sgraziato sta pisciando, penso ai miei piedi e a ciò che cucinerà quella ragazza mai stata bimba a suo figlio che se le varie diarree lo risparmieranno diventerà uomo, forse.

Ma nel pacchetto della nuova Versailles non era incluso un fottutissimo pozzo? 
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... no, non mi abituerò mai.

raoul, l'ingenuo scribacchino