le mie..

le mie..

Thursday, December 29, 2011

strana giornata.



Viaggio per chilometri, gente in bianco affolla l’unica strada percorribile.
E' festa, una delle tante, i camion a passo lento assicurano ai fedeli e non, un passaggio alla chiesa più vicina. 
Gli ultimi, i più poveri intendo, hanno preso posto il giorno precedente, per una migliore elemosina.

Troppo facile chiedere a un povero di digiunare per fede, quale altra occupazione potrebbe compiere meglio?

Tutto ciò m'infastidisce, non saprai scegliere cosa, l’ignoranza dei miserabili o la vigliaccheria dei potenti. 

Cristo, fate qualcosa, per una medicina dovete consumare le suole di quelle fottutissime scarpe cinesi, fabbricate da altri pezzenti come voi. 
Medicina che sarà stata “sottratta” dall’ospedale governativo e rimessa sul mercato dal dottore con beneplacito dell’amministratore, e state pur certi che la pagherete a un prezzo quintuplicato.

Accendo una sigaretta, e via, oggi sono abbastanza incazzato … un attimo, voglio un caffè.

Al suo viso manca qualcosa, la sua fronte è libera, non ci sono cicatrici, sei da queste parti da sempre, del tuo paese non conosci nulla se non ciò che ti è stato raccontato nei campi profughi.

Ti osservo e lo sai, sorridi, e forse credi di sapere a cosa io stia pensando, non è così amico di passaggio. 
Pago io il tuo the, e mi domando se per caso ti è giunta voce che il tuo popolo ha dichiarato “guerra” a quello dei Murle e a chiunque osi fermarli, incluse le stupide marionette delle piccole Nazioni Unite.

Ragazzo Nuer, l'ingenuo scribacchino ti saluta.

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