Un campo da
basket fatto su del cemento mal posato.
Dopo tanti
anni di frequente calpestio non riconosci più le linee che indicano se il tuo tiro è da due o tre punti.
L’erba s’insinua
fra le debolezze, le feritoie, cresce ostacolando il tuo divertimento, ti
costringe a deviare, il pallone non rimbalza come dovrebbe, come vorresti.
Le regole
cambiano in continuazione, dovresti rimanerne al passo, ma nessuno te lo
insegna, o come spesso accade, chi dovrebbe ne sa meno di quelli che
desidererebbero viaggiare con quella palla così pesante fra le mani.
Tu, ragazzo di
stracci, gioca lo stesso, corri, suda e se riesci, prova a fare tre punti, stai
pur certo che non ti cambieranno la vita, tuttavia qualcuno parlerà di te per
qualche minuto, forse un’ora, ti sentirai importante, e ne sarà valsa pena di
sporcare l’unica maglietta buona che possiedi.
Arrivederci, dall'ingenuo scribacchino.
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