le mie..

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Sunday, December 4, 2011

A due metri sopra il fango.



La caffettiera più piccola, quella da una tazza e mezza, quella posata su di un tavolo povero, a margine di esso la piccola Mary, una donna cui non ho mai desiderato conoscere l’età. 
È tanto tempo che so di lei, non aver condiviso di più, è tra i miei imperdonabili peccati.
Adoro sentirla raccontare, ogni volta una storia nuova, che narra della gente fatta di stracci, che lei accoglie.

Tre ragazze mi dice, il cui volto è sfigurato dall’ignoranza, quasi inutile conoscerne la vera causa. 
Entrambi i loro genitori scelsero quella che in molti definiscono la via più semplice, le lasciarono sole, con tantissimo nulla, ma con una lingua unicamente loro.
Non conoscevano cosa fossero i vestiti, come potersi soffiare il naso, come mangiare, come esprimersi.
Mary le ha insegnato come.

Scorgo il loro sguardo, deturpato sì, ma per nulla rivestito di vergogna.

Altra gente vive fra le pareti di fango della piccola Mary, una famiglia allargata, fatta di speranza.

Cara Mary, non ti chiederò mai l’età, e se tu me la dicessi, stai pur certa che le mie orecchie per la prima volta non ti presterebbero ascolto.

Emma, Miriam e tu Mary … vi voglio bene.

Il vostro ingenuo scribacchino.

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