Ecco, come
gli occhi ingenui dello scribacchino vedono ciò che sta accadendo in quella
terra confusa chiamata Sudan (tutto).
La guerra dei
confini è aperta ormai da tempo, ognuno detta le regole a proprio piacimento, e
la Gente abbandona o muore.
Neppure la Cina, il privilegiato interlocutore commerciale ha saputo al momento, trovare un qualcosa che potesse far breccia fra i due contendenti, o forse sì, ma lo tiene per se.
Rammento i
proclami dei due presidenti il giorno dell’Indipendenza, fiumi di parole
abortite sul nascere, concetti di eguaglianza che non hanno mai attecchito.
Che qualcuno
si sorprenda per ciò che sta accadendo, mi fa “sorridere”.
Tutto era
prevedibile, era impensabile che la presenza di qualche inviato dei cosiddetti
paesi Forti (aiuti umanitari compresi) potesse suggerire una soluzione se non
umana, perlomeno valida.
E andiamo
avanti con le “invasioni di diritto, o presunte tali”, capaci di far scorrere
terrore e color rosso sangue.
Diciamo piuttosto
le cose come stanno, a nessuno interessa, e intendiamoci, non parlo unicamente
di quella terra assurda, ma di tutte quelle che qualche “rincoglionito”, ha
voluto battezzare “sotto il vento della primavera araba”.
Vorrei dire
lui, che da queste parti, quel vento, è solamente una leggera brezza,
arricchita dagli innumerevoli avvoltoi muniti di preziose penne, pronti a
suggellare contratti di convenienza, con il Presidente corrotto “democraticamente
eletto”, o il successivo che avrà sicuramente appreso tutti i segreti dello
sconfitto adeguatamente soddisfatto.
Quindi, voi
tutti, gente di Abyei, del Blue Nile, del Darfur, di Jongley, del South
Kordofan e del West Equatoria, alzate la testa da quella terra rossa, soffocante
quanto un tempo lo era perché calpestata dagli invasori di oltre manica ... slacciate, tagliate quei fili cui pendono da troppo tempo centinaia di migliaia di marionette ... siete Voi.
Io, ingenuo scribacchino.
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