Non ti
colpiscono quei tetti di lamiera arrugginita, appoggiati debolmente su quelle
catapecchie di merda, chiamate case?
E cosa dire
del braccio di quella ragazza avvolto in un foulard per celarne il segreto ma
non il triste sguardo.
Come non
meravigliarsi delle due fioche lampadine della piccola e sporca macelleria che abbagliano la carne appesa, che anche tu mangerai.
E il
vecchio, con il suo kit di lucidi e spazzole che t’invita a omaggiare le tue
scarpe del suo imparagonabile servizio per pochi centesimi, come dire di no?
E poi gli
odori, quei profumi di spezie che ti avvolgono senza infastidirti, essenze
delicate che permettono alla tua mente di viaggiare, di andare lontano,
facendoti scordare che ciò che stai calpestando non è quello rimane di un cane travolto
da un camion, ma un fossile di grande rilevanza scientifica.
Dimenticavo,
non vorrete farmi credere che quegli adorabili manichini, immancabilmente bianchi,
appesi alle grondaie traballanti, vestiti di una stoffa che farebbe invidia al
più trendy degli stilisti, non vi abbiano regalato perlomeno un sorriso, e un po’
di strano desiderio, del tipo, lo voglio anch’io, tanto per raccontarlo alle
amiche al vostro prossimo aperitivo?!
Scusate le
fesserie che l’ingenuo scribacchino si è permesso di regalarvi, ma è l’unico
modo che conosco per rendere al nuovo anno il giusto omaggio.
No comments:
Post a Comment