Non sono fuggito, non sono morto, ho solamente preso tempo.
Oggi non desidero tediarvi parlando del lato brutto del mio piccolo incasinato mondo.
Voglio dirvi di una donna, forte e dolce, di un uomo dalla corteccia dura e amabile, di una bimba inquieta non ancora donna che cerca di capire. Sono accomunati dalla perdita, da quell’indescrivibile vuoto che ti sorprende, ti scuote, ti travolge, lacerandoti dentro, che ti costringe a rivedere la tua intera vita in un solo attimo.
È gente normale, quindi vera, è gente cui il destino ha tolto tanto, forse troppo, ma non ha sconfitto.
Quindi …
Franca, ti auguro di portare tuo figlio qui, dove un tempo tuo padre decise di coltivarne la terra, e vedrai che non sarete solo in due.
Mauro, il giorno che tornerai a casa, dai tuoi bimbi, come a te piace chiamarli, racconta loro ciò che hai vissuto, e fallo pensando a lei.
Cristiana, rileggi i fitti diari, e ascoltando la musica parla ai tuoi, e dì loro che ha iniziato un nuova vita, soltanto tua.
L’ingenuo scribacchino, vi ringrazia.
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