le mie..

le mie..

Monday, October 1, 2012

Non è tua la colpa.



... sei povera, prostituisciti, altro non ti è concesso, anche nel ghetto più fatiscente troverai qualcuno, che stai pur certa non sceglierai, pronto a darti l’equivalente di un piatto di riso … sei venuta dal villaggio, ti sei immersa nella grande metropoli dai consumati colori, città stronza, quindi insensibile, viali di asfalto cinese, buche, crepe, non inferiori di numero al tuo futuro già passato, perché certamente non vorrai ricordare le volte in cui il tuo animo stuprato ti ha dato qualcosa per riempire lo stomaco … vomiterai pensando al quanto ti è costato, ma non preoccuparti ci farai l’abitudine, e il come si trasformerà in quando, già perché il miraggio di smettere ti permetterà di andare avanti ancora un giorno … e loro, i giorni appassiranno velocemente quanto la tua bellezza, rabbrividirai pensando alle ore, sempre le stesse che inesorabilmente ti attendono.

Quindi, prendi il consumato rossetto e la lacca, gioca col tuo viso, non perdere tempo, ogni minuto mancato è sporco denaro che non metterai in tasca, sii fredda e lucida, non pensare agli uomini che anche oggi abuseranno di te, sii forte e stronza, non ricordare alcunché, non una parola, un silenzio o gemito, trattali come tuo pari se non di meno ... ancor più miserabili, perché per soddisfare la loro bastarda voglia tolgono del cibo al proprio figlio, sono animali e hanno bisogno di te, ma tu non dire il tuo nome, neppure a te stessa, e non sarai tu a saziarli.

Se realmente un Dio esiste, io ti prometto, che guardandoti indietro, non ti farai schifo.

Ti voglio bene, l'ingenuo scribacchino.