Ti sentivi
importante, non negarlo, proteggevi e abbracciavi qualcosa di costoso, qualcosa
per pochi, come quel vestitino blu, ricordi. Mai avresti pensato di fare una
fine così disonorevole.
Proprio tu, fiero del compito assegnato, svolto a oggi
con apprezzabile dedizione, cadere così in basso, tu che fino a pochi istanti
or sono eri il tutore degli angoli di quel bel televisore, giunto nella dimora
dei ricchi che dagli scaffali ammiravi tanto, supplicando di “sceglierti”.
Dimmi,
povero illuso, ora che le tue geometrie perfette sono prese a calci da quelle
scarpette maleodoranti, portatrici non sane di verruche, costate una
trecentesima parte di ciò che tanto accudivi, come ti senti?
Non mentirmi
proprio adesso, ora che stai regalando qualche attimo di povera felicità a
quella bimba fatta di stracci, ignorante su cosa fosse il tubo catodico, e
quando il plasma ultrapiatto brutalmente lo rimpiazzò.
Dimmi,
povero scemo di un Polistirolo, non senti per una volta nella tua mediocre
esistenza, qualcosa dentro, qualcosa di bello?
... una notte di assoluto non Polistirolo dal vostro ingenuo scribacchino.