Se non hai nulla da dirmi, ti suggerisco di optare per il
silenzio, sono stanco di ascoltare le tue solite menzogne, le tue scusanti
altro non sono che cambiali già protestate, il tuo essere presente a telecamere
accese mi fa ribrezzo, la tua astuzia nel nascondere ciò che è palesemente
marcio mi fa unicamente incazzare.
Taci, non chiedermi un minuto, ho smesso di sperare in te tanto tempo fa che neppure rovistando scrupolosamente nella mia memoria non sarei in grado di dirti quando. Forse da sempre.
Taci, non chiedermi un minuto, ho smesso di sperare in te tanto tempo fa che neppure rovistando scrupolosamente nella mia memoria non sarei in grado di dirti quando. Forse da sempre.
Non insistere, hai teso la corda, tirata, troppo, finché si
è spezzata, non una, non dieci, bensì innumerevoli volte, intrecciarla ti è
divenuto impossibile, non è un qualcosa che puoi aggiustare, non esiste una
colla che possa riportarmi, riportarci a te come nulla fosse.
Ho io da dirti, mettiti a sedere, non sviare lo sguardo, ci
siamo solamente tu ed io, non cercare di fissare un punto nel vuoto, quel
vuoto, che tu hai comodamente creato, neppure tu lo sapresti raggiungere.
Che ti costa, lo so che sei più forte, di tutti e di tutto, nulla può toccarti, alcunché è capace di far vibrare una delle tue corde, da te abilmente pizzicate.
Gestisci il pianto, la disperazione, la paura, sai tenerle unite per poi venderle in uno spot di pochi secondi per far luccicare il tuo viso perfetto che chiamano Coscienza.
Che ti costa, lo so che sei più forte, di tutti e di tutto, nulla può toccarti, alcunché è capace di far vibrare una delle tue corde, da te abilmente pizzicate.
Gestisci il pianto, la disperazione, la paura, sai tenerle unite per poi venderle in uno spot di pochi secondi per far luccicare il tuo viso perfetto che chiamano Coscienza.
Ma in quale fottutissimo pianeta risiedi, ti prego dimmelo,
il desiderio di prenderti a calci accompagna ogni attimo della mia esistenza.
raoul, l'ingenuo scribacchino